eh sì!
eh sì!
allora eravamo "vicini di casa" 😊
Immagine di un cielo stellato con la scritta "Qual è il tuo ricordo più bello legato all'astronautica?"
Qual è il tuo ricordo più bello legato all'esplorazione dello spazio?
La NASA ha appena riscritto Artemis. E non è una piccola modifica. 🚀
Artemis III, quella che doveva riportare gli astronauti sulla Luna, diventa un test in orbita terrestre. Il vero allunaggio slitta al 2028 con Artemis IV.
E' online la nuova puntata di TG Spazio. Link nel primo commento! #Space
Fotografia del modulo Eagle nel Mare della Tranquillità
Nel 2021 la sonda indiana Chandrayaan-2 ha fotografato lo stadio di discesa del modulo lunare Eagle (Apollo 11). Questa immagine si aggiunge a quelle della sonda americana LRO e alle prove degli allunaggi raccolte nel tempo da altre agenzie spaziali, come quelle di Giappone, Cina e Corea del Sud.
Fotografia del modulo Eagle nel Mare della Tranquillità
Nel 2021 la sonda indiana Chandrayaan-2 ha fotografato lo stadio di discesa del modulo lunare Eagle (Apollo 11). Questa immagine si aggiunge a quelle della sonda americana LRO e alle prove degli allunaggi raccolte nel tempo da altre agenzie spaziali, come quelle di Giappone, Cina e Corea del Sud.
Le visiere dei caschi usati dagli astronauti sono di policarbonato, ricoperto da un sottilissimo strato di oro a 24 carati. È una combinazione che garantisce la visibilità e allo stesso tempo protegge gli occhi dalle radiazioni infrarosse e ultraviolette.
(continua)
meglio tardi che mai! 😁
Nello spazio si usa come rivestimento per proteggere le superfici dei satelliti in orbita bassa dall’ossigeno atomico, che è è estremamente reattivo e può danneggiare le strutture tramite fenomeni di erosione e ossidazione.
(fine)
L’ossido di indio-stagno (in sigla ITO, dall’inglese “indium tin oxide”) è allo stesso tempo trasparente e elettricamente conduttivo. Si usa in tantissime applicazioni, tra cui gli schermi touchscreen degli smartphone.
le lenti sono messe in una camera sottovuoto e il materiale, metallo o ossido, viene scaldato finché non evapora, per poi condensarsi depositandosi sulla superficie della lente.
Il biossido di silicio è usato per rivestire le lenti di occhiali e macchine fotografiche per ridurre i riflessi e aumentare la resistenza ai graffi. Questi materiali si applicano con un processo chiamato deposizione fisica da vapore:
Sulle vetrate degli edifici si applicano talvolta pelllicole di poliestere (PET) rivestito da un sottile strato metallico a base di titanio, alluminio o acciaio. Anche in questo caso l’obiettivo è riflettere i raggi infrarossi, anche se il materiale è più economico e un po’ meno efficiente dell’oro.
Il policarbonato, lo stesso materiale usato per le lenti “di plastica” degli occhiali, assorbe i raggi ultravioletti e lascia passare solo la luce visibile. La combinazione dei due fa sì che agli occhi degli astronauti arrivi praticamente solo la luce visibile.
Il sottile rivestimento d’oro della visiera, spesso circa 0,2 micron (millesimi di millimetro), riflette il 99% dei raggi infrarossi mentre lascia passare la maggior parte della luce visibile e dei raggi ultravioletti.
Gli astronauti sono più esposti ai raggi ultravioletti, compresi i raggi UV-C, i più pericolosi, nonché ai raggi infrarossi che potrebbero surriscaldare e danneggiare la retina.
Qui sulla Terra, l’atmosfera filtra la maggior parte dei raggi ultravioletti e lascia arrivare al suolo una grossa quota di raggi UV-A e una parte di UV-B.
Le visiere dei caschi usati dagli astronauti sono di policarbonato, ricoperto da un sottilissimo strato di oro a 24 carati. È una combinazione che garantisce la visibilità e allo stesso tempo protegge gli occhi dalle radiazioni infrarosse e ultraviolette.
(continua)
Congratulations!
bene, ne parliamo domani
bene, ne parliamo domani
Quiz del lunedì. Di che materiale sono rivestite le visiere dei caschi usati dagli astronauti?
⭐ titanio
⭐ oro
⭐ biossido di silicio
⭐ ossido di indio-stagno
Rispondi nei commenti; appuntamento a domani per la soluzione, per approfondire alcuni aspetti interessanti dell'astronautica.
#QuizTime
Nello spazio non c'è aria. Come si regola lo scambio di calore? È una questione di proprietà dei materiali.
Grazie! Questo è proprio il mio settore, l'ingegneria termica 😊
Giusto! 😊
Immagine del satellite Envision
La prossima volta che guarderete la foto di un satellite luccicante, ricordate che quell’aspetto non gli serve a fare bella figura, ma a sopravvivere in uno degli ambienti più ostili che conosciamo. Nello spazio, anche l'apparenza è ingegneria.
(fine)
In futuro si punta a materiali intelligenti che regolino lo scambio termico con l’esterno a seconda delle necessità, senza usare parti meccaniche in movimento: per esempio materiali che modificano automaticamente la propria struttura cristallina con la temperatura.
Grafico dell'aumento di assorbività solare di un materiale in funzione della durata della missione
I raggi ultravioletti non schermati dall’atmosfera e il vento solare tendono a invecchiare le superfici e a renderle più scure. Questo aumento dell'assorbività nel tempo è un fattore critico di cui dobbiamo tenere conto già in fase di progetto.
Grafico di uno spettro di proprietà termo-ottiche in funzione della lunghezza d'onda
Per regolare la capacità di scambiare calore con l’esterno nello spazio, dove non c’è aria a trasportare calore, si può agire solo su assorbività ed emissività. Giocando su questi due fattori, le temperature di due oggetti a pari condizioni ambientali possono essere diverse di oltre 100 gradi.
L’emissività, però, non è visibile a occhio nudo: due materiali apparentemente identici possono avere emissività molto diverse.