E ciò che conta, in questa storia, non sono i trofei, né le partite giocate, né le statistiche, ma è sempre altro. È ciò che ci diciamo, quello che conta.
E ciò che conta, in questa storia, non sono i trofei, né le partite giocate, né le statistiche, ma è sempre altro. È ciò che ci diciamo, quello che conta.
o quel Roma Liverpool, o quella doppietta di Totti appena entrato contro il Torino, o quella rimonta contro il Barcellona… pure il goal tuo contro il Leverkusen ci ricordiamo, ci ricordiamo tutto, fai già parte della storia nostra, Edo.
Continua a sognare, Edo, ce lo sta dicendo la Roma, ce lo stiamo dicendo insieme.
E non è vero che la storia la fa solo chi la scrive. Non è vero che ci si ricorda solo dei trofei. Ce lo ricordiamo come fosse ieri quel secondo posto con Ranieri,
‘Sto stadio a volte è na chiesa, e nelle chiese si sente l’eco, perciò se la Roma ci dice una cosa noi magari rispondiamo come un’eco, e se ci dice di sognare noi magari diciamo lo stesso: «Continua a sognare, Edo», diciamo.
Parla strano quando ce se mette ma l’ascoltiamo, parla come il fiore che s’apre e dice all’ape vieni!, parla come la terra che aspetta e dice alla pioggia dammi! E noi stranamente la capiamo, le ronziamo attorno, le cadiamo addosso.
O magari vuole insegnarci che, anche quando si mette male, se stringiamo i denti, le cose possono migliorare?
Ci vuole dire questo? Perché noi l’ascoltiamo quando parla.
offrirci un modello di vecchiezza?, sir Claudio Ranieri da Testaccio? Dovemo faje forse un busto ai fori imperiali? Je mettemo du’ putti, a supporto, colla faccia di Svilar?
Tvb
tanta impotenza
mi ha risposto erbignose, va bene così
Tu non sei la goccia che fa traboccare il vaso, tu sei l’ultima goccia che cade su un quartiere alluvionato, sei un fiocco di neve che si posa su una valanga. E ora ti dico chi sono io
Capito adesso? Ora tu presto te ne andrai, ed è giusto così, del resto non voglio più vedere la tua faccia, tu lo capisci. Addio per sempre Mats, spero di aver lenito il tuo dolore. È solo colpa mia.
Fine
e il mio cervello avrebbe finalmente prodotto un po’ di dopamina, serotonina o quello che è, e io sarei tornato a casa, a Torino, ad abbracciare mio suocero siciliano, che poverino non c’entra niente lui, come non c’entri niente tu, Mats.
In ogni caso fidati, avrei dovuto fare così. E tu, mentre io infierivo sul cadavere di Cristicchi, avresti fatto come tuo solito il passaggio giusto, tra le linee, e avresti contribuito al gol del vantaggio della Roma,
Ovviamente con “pagine di vita” e “pezzi di memoria” o con altre metafore trite e ritrite di cui la villa di Cristicchi sarà certamente zeppa, Mats. Avrei improvvisato. Non so se hai visto il festival di Sanremo, Mats. Avrei vendicato pure Giorgia.
sorridere. Sorridere, prendere il primo aereo per Roma, il primo pullman per Velletri, intrufolarmi in una certa villa e ammazzare Simone Cristicchi. E con quale arma l’avrei ammazzato, Mats?
è colpa mia perché sono un pusillanime, un meschino, è colpa mia perché io, alla vista di quel buon uomo devastato dalla demenza, quel buon uomo rimbambito che si approcciava a me con le migliori intenzioni di condivisione e gioia, solo una cosa dovevo fare:
Sono un vigliacco che non ha saputo ferire un povero anziano malato, sono uno smidollato che non ha saputo dire “no!, lasciatemi in pace, porcoddio, perché sennò la Roma perde”. C’ho un cuore di briciola. Perciò togliti dalla testa il senso di colpa, te lo dico e ridico:
E chi glielo spiegherebbe a questi due anziani siciliani che bestemmio pure per esultare? Chi mi capirebbe a me? Nessuno. Ecco perché la Roma non segnerà Mats, e ecco perché tu hai fatto quello che hai fatto. Io non ci credo al caso. È solo colpa mia e della mia scarsa integrità.
E aggiungo: per come si sono messe le cose, se ora la Roma segnasse, non sarebbe un gol da celebrare con gioia tipo il gol della vittoria all’ultimo minuto, no!, sarebbe un gol da celebrare con rabbia e tante bestemmie, bestemmie volte a mantenere alta la concentrazione.
persone che non condividono la mia passione nel senso cristiano del termine... se io, in sostanza, sono attorniato da anime che non sono disposto ad abbracciare, come fa la Roma a segnare un gol? Chi abbraccio io se la Roma segna?
Fatto sta che poi andiamo pure in svantaggio e da quel momento diventa impossibile recuperare perché, ragiona: se io, romanista, sono circondato da persone che reputo infedeli e responsabili dello svantaggio della Roma (ancora non mi ero preso la colpa di tutto),
In questo momento mi sto ammalando, Mats, domani sarò più calvo di oggi, è così che va la vita.
Sì, gli esperti di calcio diranno che tu non avresti dovuto fare quel passaggio in orizzontale, ma gli esperti di vita sanno che io avrei dovuto fin da subito agire diversamente.
Non sai le bestemmie che hanno rimbombato nella mia anima senza che io potessi liberarle, come degli starnuti dentro a una mascherina, te li rimangi i microbi Mats, dove le smaltisci quelle bestemmie, eh?
e quando mi vedrà arrabbiato per il gol subito, sorriderà e dirà fieramente, per la centesima volta “io mi sono disintossicato dal calcio, ne sono uscito, ahahahah”.
Ora mi tocca vedere la partita di qua in salone con mia suocera, e con mio suocero che mi chiederà in loop “la Rrroma è quella con la maglietta blu? È la coppa Uefa questa? Mancini è l’allenatore? Gioca Totti? Lidl è lo sponsor della RRoma?”
Da qualche altra parte nel cosmo le cose andranno diversamente, ma qui, io, con la mia vigliaccheria e il mio odio represso verso tutto e tutti, sto modificando il campo quantico, Mats, e sto per costringerti all’errore.
È chiaro che da questo momento, Mats, sono stato catapultato nell’universo della sofferenza, l’universo in cui la Roma perderà e tu, grande campione, diventerai il fantasma di Rick Karsdorp.
Non so spiegartelo meglio di così, Mats.
Ho fermato il suocero che voleva entrarmi nel letto e gli ho detto andiamo in salone.
sei un fervente musulmano, in pieno Ramadan, ti chiudi in camera tua, digiuno, ti raccogli in preghiera verso La Mecca, cominci a connetterti con l'universo... quando ti bussa alla porta un macellaio umbro co du braciole de maiale in mano strillando oooeeehhh! Viva Lu Ramadanne!